L’opera non si concentra sulla rappresentazione reale di individui, ma piuttosto sui loro “ritratti interiori”. Le coreografie, attraverso il linguaggio del corpo, la musica e le luci, cercano di catturare e trasmettere emozioni universali come l’amore, la nostalgia, la gioia, il dolore. Ogni “ritratto” è uno stato d’animo, un’emozione che viene esplorata e resa visibile attraverso la danza. Ognuno di essi rappresenta un frammento di questa trama, un momento significativo che contribuisce a definire l’identità e il percorso di una persona. L’opera può essere vista come un mosaico di esperienze emotive che, nel loro insieme, creano un ritratto più completo dell’esistenza umana. In questa pièce lo spettatore è invitato a riconoscersi nei “ritratti” presentati, a trovare “il proprio perché, la propria emozione” nelle coreografie. Le coreografie sono tra le più rappresentative del repertorio della compagnia e offrono un ritratto del suo stile e della sua poetica. Il titolo, Ritratti – Tra terra e cielo, conferisce all’opera una forte carica simbolica e invita a una riflessione profonda sulla natura delle emozioni.

