L’opera si presenta come un viaggio personale e universale.
Lo spettatore viene condotto attraverso una serie di “ritratti” coreografici, ognuno dei quali rappresenta un’emozione, una memoria o un momento sospeso. Senza mai essere esplicito, Ritratti stimola una riflessione profonda, evocando suggestioni capaci di risuonare nel vissuto di ciascuno.
La scelta delle coreografie – tra le più rappresentative del repertorio di Mvula Sungani – rende l’opera un manifesto stilistico e concettuale della compagnia.

