“Sei stato selvaggio, un tempo. Non lasciarti addomesticare.” Isadora Duncan
Una pratica di coreografia biocentrica che scardina l’antropocentrismo per ritrovare
l’alleanza tra corpo umano e natura selvatica.
Una performance viscerale che indaga il ritorno all’istinto primordiale attraverso un
corpo che rifiuta le strutture e le costrizioni sociali.
Sul palcoscenico si consuma un atto di decolonizzazione del corpo. “Sono nata
selvaggia” non è solo un’affermazione, ma il motore di una ricerca coreografica che
scava sotto la pelle, oltre le convenzioni del movimento codificato.

